Attenzione! Questa storia è di pura fantasia, quindi qualunque riferimento a persone realmente esistite o esistenti o a fatti accaduti che sembrino quelli qui narrati non sono nulla che abbia a che fare con questo. Perciò, se vi pare di trovare somiglianze con la realtà, sappiate che non è la realtà, anche perché ancora non abbiamo conosciuto nessuno come le persone descritte, protagonista (Irene) a parte, visto che conosciamo una ragazza che è anche lei un'esaltata amante dei The GazettE. xD
Primo capitolo, buona lettura.
Tsk, mi fai fare la parte del rompiballe.
Ow, ma sono davvero così tenero e puccioso? *.*
01 - Quando un otto e mezzo ti cambia la vita.
-E adesso…tutti a festeggiare!- urlo, appena uscita dal cancello del mio adorato liceo artistico.
Francesca, alle mie spalle, mi guarda e sorride, scuotendo la testa. Ehi, il mio otto e mezzo in geometria è il primo di tutto l’anno, e così ho recuperato anche matematica!
Dai, il mega frappè ipercalorico alla nutella del bar davanti a scuola non aspetta altri che me e la mia amica, non mi faccio certo pregare!
La prendo per un braccio e la trascino dentro il locale, salutando Matteo dietro al bancone e ordinando due mega frappè, che arrivano tre minuto dopo. E’ un bar abbastanza piccolo, ma ha un sacco di clienti. Ha le pareti di un beige chiaro, ogni tanto interrotto da qualche disegno sulla parete, come il grande dragone dietro al bancone, quello che in assoluto preferisco. I tavoli sono in legno, come le sedie, con sopra un vaso con dei fiorellini colorati. Appena entrati si sente subito l’aroma del caffè forte, che prendo sempre prima di andare a scuola, sennò chi le regge le noiose lezioni di storia dell’arte con l’Attardo?
In un angolo del bar, noto 5 ragazzi dall’aria più che familiare, ma non riesco ad associarli a nessuno, forse per la quantità di vestiti che hanno addosso e per gli occhiali da sole che coprono mezza faccia.
-Matte, cos’hanno ordinato quei cinque?-chiedo al barista mentre sorseggio il mio frullato e osservo i tizi con la coda dell’’occhio.
-Mh, quelli? Hanno preso un tè, un sorbetto alla fragola, un succo di mela e un caffè, una cioccolata e un kit kat. Perché?- mi chiede.
-Perché credo di conoscerli. Mi sai dire anche chi ha ordinato cosa?- chiedo, sempre più curiosa, mentre la mia migliore amica mi guarda scettica.
-Allora…mi ricordo chi ha preso il sorbetto, la cioccolata e il kit kat e il succo di mela.
Il sorbetto lo ha preso il ragazzo più minuto, credo che dalla sua statura abbia la tua età, la cioccolata e il kit kat li ha ordinati quello con la fascia sul naso e il succo di mela quello che ha appena riso.-
-Io quella risata l’ho già sentita!-esclamo.
-Ma dai Nene, quei cinque non li hai mai visti in vita tua, non dire scemenze!- commenta Fra.
-E tu che ne sai?- Le faccio poi segno di stare zitta, stanno parlando.
Le voci mi sembrano famigliari…le ho già sentite, ne sono sicura al cento per cento…
-M…ma parlano in….giapponese o che?!- mi sussurra Faffa.
-Giapponese, e stanno discutendo su cosa fare stasera.- spiego io, che ultimamente mi destreggio abbastanza bene con il giapponese. Solo, io cinque giapponesi dove li ho conosciuti?
Passo in rassegna tutto quello che mi viene in mente pensando al Giappone, l’unica cosa che combacia con “cinque” sono i GazettE, la mia band preferita.
-Massì, ovvio! Il sorbetto, il succo di mela….il kit kat…la fascia sul naso…quelli…quelli sono….- ora svengo. Se quelli sono davvero i GazettE, giuro che mi metto a studiare sul serio.
-Ma dai, non dire cretinate e lasciami finire il frappè!- ride Francesca.
-No, adesso vado lì e ci parlo!- abbandono il mio frappè sul bancone, scendendo dallo sgabello e avviandomi verso il tavolo.
-S…scusate….voi per caso siete…- non mi fanno finire la frase, che il ragazzo del sorbetto alla fragola escalma: -Ecco, ci ha riconosciuti! Ve lo avevo detto di non uscire, ma no, tanto non ci riconoscono, tranquillo Takanori…- sbuffa.
-Pff, piantala Taka!- gli risponde un altro.
-Beh, direi che adesso hai la conferma di quello che ci stavi per chiedere…- mi sorride invece il tizio del succo di mela.
Sorrido, senza sapere cosa dire.
-Allora, ti facciamo un autografo o no?- Ecco, questo è Kai, il batterista. Se c’è una cosa che odio di lui, devo ancora trovarla.
-Basta che non ti metti a fare la fan impazzita e a sventolare ai quattro venti che siamo qui…- commenta Sorbetto, alias Ruki, il vocalist. Gli muoio dietro da…più o meno dieci secondi dopo aver sentito la sua voce.
In ogni caso, mi scruta per mezzo secondo da dietro i suoi occhiali e poi torna al telefono, probabilmente ad aggiornare Twitter scrivendo che ha appena bevuto un sorbetto.
-Lascialo perdere, oggi ce l’ha con tutti…- mi rassicura il ragazzo con la fascia, Reita, il bassista della band, guadagnandosi un’occhiataccia da Ruki.
Mi fanno tutti un autografo, facciamo una foto tutti insieme e me n torno da Francesca, che mi guarda allibita.
-Visto che erano loro?- le sventolo sotto il naso gli autografi.
Ancora non ci credo. Ho incontrato i GazettE, e davanti a scuola.
Poco dopo si alzano, Kai viene al bancone per pagare, sorride a me e alla mia amica, ci saluta e poi torna dagli altri che lo aspettano fuori dal bar.
-Sarai al settimo cielo…-ride Matteo.
-Al settimo? Forse mi trovate al tredicesimo!- rido anche io.
-Bene, adesso che si fa?- mi chiede la mia migliore amica appena uscite dal bar. Matteo ci ha offerto i frappè, questa giornata non potrebbe andare meglio…
-Ahn…tu hai da fare compiti per domani?-
-Nene, non abbiamo compiti per domani.- mi fa notare.
Ah già, domani andiamo in gita a Mantova!
-Allora andiamo a farci un giro in centro e poi vieni a casa mia! E ci rimani a cena!-
-E poi? Mi trasferisco da te già che ci sono!- ride.
-Perché no? Tanto lo spazio c’è!-
_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_
Ed ecco il secondo capitolo, sempre scritto dal mio punto di vista!
Buona lettura!
02-Il Batterista e il Carrello
-Faffa che dici? E’ meglio questo o questo?- chiedo alla mia amica sbuffando.
-Nene, siamo qui dentro da ore, ti sei provata un mare di vestiti…provateli, comprane uno e usciamo, per favore!- Francy non ce la fa più, povera.
-Ma…ma…senti, già che Enry mi ha lasciata…se non faccio colpo alle feste, chi se lo trova un ragazzo decente?- sbuffo di nuovo. Io e la mia amica ci guardiamo negli occhi per tre secondi, poi scoppiamo a ridere. Ahahaha, io? Alle feste? Ma quando?
Mi rinchiudo nel camerino e mi provo entrambi i vestiti.
Il primo è Nero, lungo fino alle ginocchia e ha una scollatura leeeeeeggermente esagerata, credo dovrò mettere il ticket per il panorama… ( Basta col ticket questo è territorio mioooo! e_e – cit. Ruki ), mentre il secondo lo scarto immediatamente, mi ingrassa.
Dopo aver sprecato un pomeriggio a cercare un vestito (che ha fatto come i pani e i pesci e sono diventati 5, ma ok. ) mi addentro nel supermarket, tanto per finire i soldi che mi restano.
-Faffa, hai voglia di un gelato? Andiamo a casa mia, ok?- le chiedo con un sorriso. Lei scuote la testa, sorridendo. Io mi fiondo verso il reparto frigo, quando, svoltando l’angolo, per poco non mi ammazzano, investendomi con un carrello stracarico di roba. Cado per terra, rischiando di lanciare un urlo di sorpresa.
Francesca mi soccorre, seguita dal guidatore folle del carrello.
Spalanco gli occhi.
-Ma….voi siete quelle ragazze del bar!- escama Kai, sorpreso.
No cioè, Kai a fare la spesa? Mi sono persa una rotella cadendo, aiutatemi a cercarla.
-Y…Yutaka?!- esclamo. Kami-gami, ma ci pedinano?
Lui mi aiuta ad alzarmi, scusandosi freneticamente.
-Ehi ehi, tranquillo, non mi sono fatta niente!- gli sorrido, facendogli l’occhiolino.
Sorride e prova ad articolare un'altra scusa, ma lo fermo.
-Kai, non fa niente, davvero.-
-No no, devo fare qualcosa per scusarmi! Mmh….che ne dici di venire a cena a casa nostra una di queste sere?- mi guarda con due occhi sbarluccicosi che non riesco ad ignorare.
-Mh…beh..non so…cioè, sarebbe fantastico, ma…-
-No, insisto. E ti vengo anche a prendere a casa, mica ti faccio venire a spese tue!-
-Ma…ma…-
-Ti do il mio numero, e non si accetta un no.- adesso ha uno sguardo serio.
-O…ok…d’accordo…aspetta, ti do io il mio, facciamo prima.-
Scriviamo i numeri nella rubrica e iniziamo a parlare, finchè non si accorge dell’ora.
-Kami-sama, è tardissimo! Io devo scappare, ci sentiamo!- ci saluta con un entusiasmo che ho visto solo a lui in tutta la mia vita.
Io e Faffa ci guardiamo.
-Ma…era davvero Yutaka o era un sogno?-
-No Nene, era lui. E ti ha invitata a casa loro. A cena.-
-ma…ma…- mi gira la testa.
-Basta, per oggi basta. Andiamo a casa!- esclamo e trascino la mia amica verso l’uscita senza acquisti.
****
-Nene, toglimi una curiosità. Tu stravedi per Ruki, ma adori anche Kai.-
-Riassunto preciso, si. Quindi?-
-Se fosse stato Ruki a investirti oggi, cosa avresti fatto?-
La guardo.
-Non lo so, perché?- le chiedo confusa.
-Mah, per sapere…-ride.
Le tiro u cuscino, ridendo anche io.
Il mio telefono interrompe la nostra lotta, squillando come non so cosa.
-Uhuhuh chi è???????- la faffa mi guarda sorridendo.
-Indovina.- faccio un sospirone, contenendomi.
-Non credo sia io, quindi è Kai!-
-Noooo, come ci sei arrivata?-
“Ehi Irene, ti va bene, sabato sera? Tipo….verso le 20 e 30?
Scherzavo quando ho detto che non accettavo un no, eh! xD
Fammi sapere!
Kisu
Kai
Ps: Ruki mi ha fatto raccontare l’episodio del carrello tre volte, non ci credeva xD”
-Ahahaha Sore wa yawarakaidesu!- arrossisco, mentre Faffa legge il messaggio.
-…..che?!-
-Ho detto ma che tenero che è!-
-Ci vai vero?- mi chiede con uno sguardo interrogativo.
-Akiraka ni!-
-E piantala con il giapponese!-
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Kai, ho detto che sei morbido! xD
Ahahaha traduttore di Google?
Of course u.u
BASTA TICKET!
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Ok, ce l'ho fatta.
Oh, che bello "Titanic"....
Tessssssoro ma io non sono un orso scorbutico!
04 - Ex
Non chiedetemi perchè Mattia, è il primo nome che mi è venuto in mente che non fosse Entrico o Davide, e Andrea sarà il nome del mio secondo figlio u.u
Ma io non ho braccia grosse come angurie! ç___ç
:D
03 - Cena folle
Kai è puntuale come un orologio svizzero.
-Mamma, io vado! A dopo!- urlo prima di chiudere la porta e salire sull’Audi R8 con cui Kai è venuto a prendermi. Indossa una maglietta grigio scuro a mezze maniche, che fa risaltare i suoi muscoli da batterista.
Ha la solita riga di matita tirata via sugli occhi e il suo tenero sorriso. Mh…se continua così supererà Ruki sulla mia lista entro la fine della serata.
Io indosso una camicetta nera, jeans, e il mio solito trucco da cantante Visual Kei.
Ho i capelli sciolti e mi sono data un pizzico di cipria, così, per essere sicuri.
-Ma come siamo eleganti stasera…- mi sorride.
-Ahaha, dai smettila!- rido. Sono tesa come una corda di violino,cioè, sto andando a cenare a casa dei The GazettE, i miei idoli!
Saliamo in macchina, mia madre ci scruta dalla finestra, ne sono sicura. Ancora non ho capito perché mi ha dato il permesso…mah…quella donna è strana.
Non riesco a spiccicar parola, non ho idea di cosa potremmo parlare…
-Ora che ci penso, non ci siamo neanche presentati…a parte al bar, ma non è stata la migliore presentazione…-
-Ok allora…piacere, Irene Baricci. Ho dicassette anni e frequento il liceo artistico di Varese. E tu?- rido.
- Yutaka Uke, attuale batterista dei The GazettE, piacere di conoscerti. Dimmi, cosa ti ha spinto a fare il liceo artistico?-
Inizio a rilassarmi, questo ragazzo è meglio di una camomilla!
-Mah, mi è sempre piaciuto il disegno, ecco. Tu perché hai intrapreso la carriera di batterista, di chef e di ragazzo delle pulizie?- gli lancio un occhiata saccente.
Lui mi sorride, poi scuote la testa.
-Non vale, tu sei informata!-
-Beh, di solito le fan sono informate…-
-Giuuusto. Siamo quasi arrivati eh!- mi informa.
Oddio vedrò la villa dei mitici. Di LORO. Cenerò con loro.
Mi faranno domande sulla mia vita.
Irene, tranquillizzati. Non fare la parte della fan scatenata, ti prendono per l’esaltata che sei.
Kai intuisce il mio disagio.
-Ehi tranquilla, l’unica creatura ostile agli estranei è Takanori, tranquilla che per la fine della serata girerete mano nella mano!- ride.
-Ahaha ma povero Taka!-
-Chi, il puffo?-
-Ehi, io sono alta quanto lui!- gli faccio il broncio.
-Si, ma tu hai dodici anni in meno!- ride di nuovo, facendo ridere anche me.
La macchina si ferma, e Kai scende di corsa e mi apre la portiera dell’auto. Oh, che gentiluomo…
Suona il citofono al cancello, e subito dopo questo si apre senza un cigolio. Una strada ghiaiosa porta fino al garage sul retro, mentre una stradina più piccola formata da pietre irregolari di diverso colore tra loro portano alla porta d’ingesso. Dio, non ho seguito la strada che abbiamo fatto, ma non è lontana da casa mia…ed è enorme! Arriviamo alla porta, si sentono dei bisbigli provenienti da dentro casa.
Kai ruota gli occhi, poi bussa.
Si sentono dei risolini.
-Baka, APRITE!- Yutaka bussa di nuovo, stavolta più forte.
-Su, su. Quanta freeeetta!- Uruha ci apre sorridendo e invitandoci ad entrare, ma Reita mi ferma e mi mette accanto Takanori, che sta già sbuffando, lanciandomi gelide frecciatine.
Ci osserva per bene da tutte le angolazioni, poi scoppia a ridere.
-Ehm…- vorrei spiegazioni, ma stanno ridendo un po’ tutti, Takanori a parte.
-Uhuhuh, tranquilla, stiamo solo prendendo in giro Taka Baka!- mi spiega Aoi. Ooooh, Yuu in persoooona!
-Bene, ora che avete fatto gli idioti, posso tornarmene di la? Ho fame!- e senza aspettare risposta da nessuno, se ne torna a …..piccoli passi (scusa Ruki, no davvero ti prego scusamiii! –cit Irene ) in cucina, borbottando e sfoggiando la sua androgina bellezza. Se fosse stato un manga, ci sarebbe stata un aura di figaggine accecante intorno a lui!
-Ahahah, Matsubaka ha sempre la luna storta!- ride Reita.
-Non usare il mio splendido cognome subito prima dell’appellativo Baka, scemo di un Suzuki!- urla in vocalist dalla cucina.
-Prova a ripetere mostriciattolo!- i due iniziano a litigare verbalmente in giapponese, riesco a cogliere poche parole, tutt’altro che amichevoli o affettuose. Kai mi fa segno di non farci caso, che tra poco smetteranno. Io sorrido appena, mi sembra di sentire mia madre e mio fratello che litigano per i compiti di scuola.
- Ma guarda il caso…Taka, potresti scriverci una canzone su questo episodio…- esclama Uruha, battendo le mani, estasiato.
-Irene, ti metto in guardia: questa non è una casa normale, noi non siamo normali. L’unica cosa normale è la roba che cucino, ma per il resto…- venne interrotto da Reita.
-La tua cucina?! E DA QUANDO SAI CUCINARE, YUTAKA?!?!?!?-
Il batterista fa finta di non sentire, scacciando una lacrimuccia solitaria all’angolo dell’occhio.
-Ehi, ehi. La mia vita ha smesso di essere normale quando vi ho incontrati al bar l’altro giorno! E poi…poi cosa c’è di più straordinario di essere invitati a cena a casa della propria band preferita? E’…è perfetto! Tutto è perfetto…voi…la situazione in cui mi trovo…la casa…voi...-
E’ sceso il silenzio e mi stanno osservando tutti, Ruki compreso, con quel suo sopracciglio alzato che esprime tutta la sua scetticità sulle mie parole –Hai detto voi due volte.-
Mi crolla tipo un pianoforte sulla testa e mi fermo, abbassando lo sguardo.
-Takanori. Vieni qui.- Kai prende Ruki per un braccio e lo porta al piano di sopra.
Dio, che imbarazzo…..
Uruha e Aoi mi prendono per le braccia e mi fanno fare il giro della casa, seguiti da Reita, che sorridendo, ogni tanto lancia occhiate verso le scale dove poco prima sono scomparsi Kai e Ruki.
-Non fare caso a Taka Baka, fa così con tutti…tranne che con Koron, ma vallo a capire quello…aspetta, tu sai chi è Koron, vero?- mi sorride Aoi, trascinandomi in taverna e rischiando di far cadere Uruha.
-Ahahah si si, quel chihuahua nero tanto kawaii che Ruki si porta in giro dappertutto.- rido.
-Allooooooora… sei una di quelle fan che scrive fan fiction yaoi, nee?- Kouyou mi addita una guancia, fissandomi.
-Ehm…si, qual cosina scrivo…ma…-
-Anche yaoi?-mi interrompe Yuu.
- Beh, di yaoi non ho scritto niente in particolare, ma ogni tanto leggo qualcosa…ma perché vi interessa?-
-Ho capito, lo dico io. Ire-chan, Aoi e Uruha stanno insieme!- Reita si intromette, notando la difficoltà con cui i due chitarristi cercavano di introdurre l’argomento.
Ahaha sono diventati rossi come pomodori!
-R-Ryo!- esclamano insieme, girandosi verso di lui.
-Ehi, ragazzi, calmi. A dire il vero siete una delle coppie che preferisco!- sorrido.
-Ah! Beh allora…qui in taverna dormiamo io e Urupon, e di là c’è la sala giochi…- Yuu ha preso l’aspetto di una guida turistica, mi mostra la taverna adibita a camera da letto. Dio, è grande due volte il mio salotto!
Poco dopo ci raggiungono Ruki e Kai, il primo visibilmente irritato dalla probabile ramanzina che gli ha fatto il secondo, sorridente come al solito.
-E questa…- Aoi apre la porta -..è la nostra (MIA!) fantastica sala giochiiiiii!-
Una stanza grande come quella prima piena di videogiochi e console di ogni tipo mi si piazza davanti.
-Mio fratello ci vivrebbe in una stanza così!- esclamo a bocca aperta.
- Beh, Aoi ci passa la maggior parte del tempo, tranne che per mangiare e….no, a volte si addormenta lì…- commenta Uruha. Scommetto che non voleva dire questo ma ok…(Cosa vorresti insinuare?! N.d Uruha // Ahaha che secondo me ci passate molto tempo insieme nella sala giochi… N.d. Irene )
-ma non è vero! Sto sempre con te!- Yuu scoppia a ridere, guadagnandosi un’occhiata poco convinta dall’altro chitarrista.
Mi fanno vedere anche il resto della casa, Ryoh e Yutaca dormono in camere separate al piano terra, mentre Ruki si è arraffato il piano di sopra, provvisto di sala prove. O meglio, un mini salotto dove si sono arrangiati per provare.
Poi scendiamo in cucina, dove la tavola è già apparecchiata, e Kai finisce di cucinare le ultime cose, mentre noi ci sediamo.
-Posso farvi una domanda?- chiedo appena Kai ci serve la cena. Dio che buon profumo…
-Posso farvi una domanda?- chiedo appena Kai ci serve la cena. Dio che buon profumo…
-Dipende.- mi risponde Ruki con un sorriso. Ossignoresantissimononcicredomihasorrisoyuppi!
-E da cosa, sentiamo?- lo sfido io.
-Dipende dall’argomento…-
-Perché vi siete trasferiti in Italia? E quanto rimarrete? E perché proprio qui? E perché Ryoh non mangia?- chiedo tutto d’un fiato.
-Ahahah…allora.- Yuu prende la parola, alzando la mano e sorridendo –Ci siamo trasferiti perché Taka Baka ha perso l’ispirazione, e allora abbiamo pensato che portarlo fuori dal mondo asiatico gli possa far bene.-
-Pff, per me è stato solo un enorme spreco di tempo e denaro, ma visto che la casa discografica conta su di noi per avere il riso per mangiare, non si sono rifiutati…- commenta Ruki.
-Su Taka, non sei così importante per loro…IO SONO IMPORTANTE!- sarà che Aoi l’ho sempre ritenuto simpatico, ma con queste uscite mi fa sbellicare! Rido, mentre Yuu accenna un inchino che fa irritare Takanori.
-Si, si, intanto io scrivo i testi e Kouyou la musica, tu perdi tempo a colorarti i capelli e a ballare come un...-
-MANGIATE!- Yutaka ci fa prendere un colpo a tutti. Diiiiiio ho pauuuura.
-Ok, capito. E…..perchè Reita non mangia?-
-Perché non mi piace la sua cucina, ecco perché.- Ryoh sta girando per la cucina con un bicchiere di birra in mano, scrutando il cibo sulla tavola. Kai sbatte la forchetta sul piatto con una violenza inaspettata.
-Scusate, mi è scivolata.- ci sorride, fulminando Reita, che sembra non farci caso e torna a sorseggiare la sua birra.
-C’è la pizza in frigo, usa il microonde e scaldala.- Oddio, perché Kai ha questa voce vagamente inquietante?
-…..- il bassista prende la pizza e la fionda nel forno, poi rimane a fissare i tasti, indeciso su quale premere.
Dopo tre minuti di concentrazione, Kai lo interrompe alzandosi e dando il via alla cottura.
-Ehm….grazie Yutaka…- sorride l’altro, leggermente imbarazzato.
Il batterista non lo guarda nemmeno di striscio e se ne torna al proprio posto.
La cena prosegue, parliamo un po’ di tutto, dai gusti musicali, gli hobby, di manga e anime con Uruha e Yutaka, che sono i più esperti sull’argomento. Finita la cena, sparecchiamo in un batter d’occhio e ci sediamo in sala.
-Ci guardiamo un film?- chiede Kai, prendendo il telecomando prima che Ruki ci si sedesse distrattamente sopra.
-Dai facciamo scegliere a Irene che è l’ospite!- esclama Aoi, annuendo.
-ma…ragazzi non credo di avere…- Uruha mi fa segno di tacere e si avventa su Kai per il telecomando.
-Ragazzi….- provo a farli smettere ma mi ignorano bellamente.
-Io mi addormento se non è un film d’azione.- Ryoh ha l’aria assonnata, non reggerà per molto nessun film.
-E piantala idiota!- Aoi inizia a discutere con il bassista, che si risveglia di botto appena sentito l’insulto.
Intanto Ruki si sta tranquillamente limando le unghie accanto a me. Quando si accorge del mio sguardo su di lui, sospira e dice: -Ok, ho capito.- si alza e urla -Imaimashii, watashi-tachi wa oroka ni mieruto kuso eiga-zukuri o tomete kudasai!- che possiamo tradurre con un “porca puttana, smettetela di fare i cretini e guardiamoci un maledetto film!” anche se “Imaimashii” vuol dire maledizione, ma visto il tono ci sta porca puttana. ( Tu che fai la figa solo perché usi il traduttore di google N.d. Ruki // Io pensavo tu parlassi in italiano usando google. N.d. Irene).
Tutti si zittiscono, e il piccolo vocalist ne approfitta per strappare il telecomando dalle mani di Uruha e me lo lancia, poi torna a sedersi e a limarsi le unghie, in tutta tranquillità.
Noi altri cinque ci guardiamo allibiti, poi decidiamo silenziosamente di accendere la tv e cercare un film.
-Ma avete Sky?!-urlo io appena mi accorgo del telecomando che ho in mano.
-Of course!Dai scegli un film che sennò Suzubaka si addormenta!- ride Ruki, beccandosi un’occhiata malefica dal bassista.
Accendo la tv e cerco un film che non sia iniziato da tanto.
-Aspetta, torna indietro.- mi chiede Kai, così torno al canale prima. Trasmettono “Titanic” ed è iniziato da 3 minuti scarsi.
-Di che parla?- mi chiedono tutti incuriositi.
-Beh, parla di un ragazzo che vince due biglietti per una crociera, incontra questa ragazza di nobile famiglia e si innamorano…-
Non l’avessi detto. Reita sbuffa, ad Aoi cade la mascella stile cartone animato, mentre Kai e Uruha si illuminano e mi guardano come per dire”prova a cambiare canale e sei morta.” Ruki alza il suo scettico sopracciglio, ma non dice niente.
-No dai cerchiamo un film d’azion…- Yuu non riesce a finire la frase che Uruha gli salta addosso per farlo stare zitto.
-Ok, ci guardiamo questa smielata storia d’amore punto e stop!- Kai ha deciso. E se il Leader decide, basta, è finita, non si può vincere.
Il film va avanti, Reita si addormenta praticamente subito, Urupon accompagna Aoi a dormire, anche lui sta collassando sul divano.
-Ehi Irene, vieni ancora a trovarci eh! Ci siamo divertiti tantissimo stasera!- biascica il secondo chitarrista, mezzo addormentato.
Io, Ruki e Kai rimaniamo del tutto svegli fino alla scena di lui ammanettato e l’acqua che sale, poi Ruki si addormenta con la testa sulla mia spalla, mentre il batterista se la ride sotto i baffi.
-Credo sia ora di tornare a casa…- sorrido io.
Svegliamo Ruki e Reita e li saluto.
-la prossima volta un film un po’ meno statico, ok?-
-Ahaha, d’accordo Reita!-
Ruki mi guarda male, poi mi punta un dito in fronte.
-Tu.-
Eh? Ma che vuole ora? –Ehm, si?-
-Torna eh!- scoppia a ridere, poi mi saluta con la mano, mentre io e Kai usciamo e saliamo in macchina.
-Gli hai fatto una ramanzina sulla cordialità quando siete saliti?- chiedo al ragazzo al volante.
-Beh, la situazione stava diventando tragica!- scherza –da quando siamo venuti qui è scorbutico come un orso, non si sopporta.-
-Beh, io mi sono davvero divertita. Non so voi, ma è stata una serata indimenticabile. Grazie davvero Yutaka.- sorrido.
-Si, mi sono divertito anche io. Puoi tornare quando vuoi, sul serio.-
-Beh, ma non voglio disturbarvi…-
-Oh, tranquilla, tanto l’unica cosa che abbiamo da fare è provare un paio di ore al giorno per tenerci in allenamento. Magari un giorno ci vedrai finalmente dal vivo, un’esibizione tutta per te!-
Spalanco gli occhi.
-Sia lodato il Signore per avermi fatto entrate in quel bar!- esclamo.
Arriviamo a casa, stavolta la strada l’ho guardata. Mi saluta e torna indietro, mentre io suono il citofono e entro. Saluto i miei che sonnecchiano sul divano e salgo in camera mia a cambiarmi.
Sto per infilarmi nel pigiama, quando il telefono squilla.
-Faffa!-
-Nene! Com’è andata con gli amori tuoi?-
-Santo Hide, mi hanno detto che posso tornare quando voglio, fai tu!-
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Ok, ce l'ho fatta.
Oh, che bello "Titanic"....
Tessssssoro ma io non sono un orso scorbutico!
04 - Ex
-Nene! Perdiamo l’autobus! Ti muovi?!- mi urla la mia best, dieci metri più avanti di me.
-Su dai...massimo prendiamo quello dopo...- oggi non ho proprio voglia di andare di fretta. E’ stata una giornata stancante come poche.
Sta per urlarmi qualcos’altro, quando...
Sbatto contro qualcosa. Mi risveglio dai miei trip mentali quotidiani delle 13 e 10 e guardo il in faccia il ragazzo contro cui sono andata a sbattere. Merda.
-Ciao, Ire.- mi sorride lui, maligno.
Cazzo, è il mio ex.
Francesca mi raggiunge, non spiccicando parola.
-Mattia.-
-Da quanto tempo, eh?- allarga le braccia, come se stesse aspettando un abbraccio. Si, tesoro, sai dove te lo metto l’abbraccio?
-Mattia. Cosa cazzo ci fai qui?- chissà perché mi è venuta improvvisamente fretta.
-Beh, non sei contenta di vedermi?- ride. Solo ora noto i due suoi compari, proprio dietro di lui.
-No.- Non riesco a non essere acida, è nel mio DNA.
Il suo sorrisone si dimezza.
Dovete sapere, cari amici, della mia ultima dolce, tenera e brutale storia amorosa.
Mattia ha tipo avuto tre denunce per furto, molestie e non ricordo cosa. Ah si, quella per molestie l’ho fatta io ♥.
-E’ inutile che usi il tuo caratterino da troietta rompicoglioni con me, sai?-
-Bene, anche io sono felice di questa tua visita, ma ora devo andare...- praticamente travolgo Francesca per la fretta, ma lui mi afferra per un braccio.
-Mattia. Matty. Lasciami, per favore.- gli sussurro gentilmente.
-Oh, la troietta si è rabbonita...no, non ti lascio andare.-
-Matty, mi stai facendo male...- metto la mano del braccio libero sulla sua, mi sta letteralmente stritolando l’arto. E il braccio destro mi serve per disegnare.
-E allora?-
-...- ma cosa vuole? Non ci vediamo da nove fottuti mesi, perché adesso viene da me?
-Adesso tu e la tua amica venite a fare un giro con noi...- si scambia un’occhiata divertita con i suoi amici.
-Mattia, se non mi lasci mi metto ad urlare. Non fare cazzate.- certo di usare un tono deciso, ma mi trema la voce in modo troppo evidente.
-No tesoro, sei tu quella che non deve fare cazzate...- mi prende anche l’altro braccio, sorridendomi.
Adesso piango. Cazzo, ho paura. Non ci siamo lasciati in modo pacifico, no. Dico solo che è dovuto intervenire mio padre. Ma adesso mio padre è in sala riunioni al suo stabilimento a fare programmi di produzione degli elicotteri per i prossimi dieci anni.
-Matty...- ho assunto una sguardo supplichevole, cos’è che vuole? O meglio, lo so che vuole, ma spero non lo voglia ottenere in modo violento.
-Oh, ma guardatela ragazzi...non vi viene voglia di scoparvela dalla mattina alla sera?- Praticamente mi prende di peso e mi blocca contro il cancello. E fanculo, le grate in ferro fanno male.
-Ah...Mattia...fermati...- mugugno, cercando di trattenere le lacrime.
-Non ne ho la minima intenzione...- si avvicina, bloccandomi definitivamente ogni movimento.
-Eh, lasciate stare le ragazze. Ora.-
Voglio abbracciare chiunque abbia parlato. Sapete, con Mattia che mi sta praticamente mangiando con gli occhi a tre centimetri dalla mia faccia non vedo un cazzo.
Matty si gira, e anche io noto che Francesca si è tipo rifugiata dietro a........fanculo, ora denuncio pure loro per stalker!
-Voi sareste..?-
-Takanori Mastumoto, e se non la lasci subito andare...il mio amico qua ti spezza la schiena.-
Ho mai detto che amo quel ragazzo? Ovviamente il nano si riferisce a Kai, che ha due braccia grosse come angurie. (no ok non è vero ma rende l’idea xD)
-Non ho idea di chi tu sia, nanetto, ma se non smammate subito tutti vi prendiamo a calci in culo.- Matty risponde ai miei - spero - salvatori con la sua solita finezza.
- Io ti spezzo il collo e ti faccio ingoiare quella giacca di finta pelle, se non la lasci subito.- questo non è Kai, è un robot che lo sostituisce, ne sono sicura.
Inaspettatamente, il mio ex allenta la presa sulle mie braccia.
Vedo Kai e Reita farsi avanti, on la chiara intenzione di fare a botte.
-Allora, la lasci andare o devo prima romperti le braccia?- Akira ha una voce inquietante.
Mattia mi lascia andare e si mette da parte, mentre io corro come una centometrista dietro Takanori, che, sarà anche basso, ma almeno ho qualcosa tra me e quel coglione del mio ex a proteggermi.
-Io e te faremo i conti, troietta.- mi fulmina Matty con lo sguardo, poi si dilegua con i suoi amici. Fanno tanto paura Yutaka e Akira? (chiese quella che se li farebbe dalla mattina alla sera xD n. d. Irene)
-Si, scappa, coglione!- gli urlo, mettendo in mostra il mio bellissimo dito medio.
Ruki mi mette un braccio intorno al collo, sorridendo maligno, convinto di essere stato lui a spaventare Mattia. La mia amica mi abbraccia subito, probabilmente si accorge anche delle mie gambe tremolanti.
-Fra...-le lacrime che avevo trattenuto fino ad ora mi scivolano giù in un lampo.
-Su su, se n’è andato, stai tranquilla.- mi sorride, stingendomi. Oh, ma che tenera la mia Faffa ♥
I Gazette si scambiano un paio di occhiate, poi cercano di tranquillizzarmi.
-Ragazzi, grazie. Eravamo in un bel pasticcio!- la mia migliore amica parla anche da parte mia.
-E di cosa? Non potevamo certo lasciarvi lì...- Kai mi sorride mettendomi una mano sulla spalla.
Oh, che amore.
Sento uno sbuffo. Takanori squadra da capo a piedi il suo compagno, incrociando le braccia e roteando gli occhi. Come mai questa reazione? Per cosa poi? Yutaka mi asciuga le lacrime e invita me e la mia amica a berci un bel frappè, visto che orami abbiamo perso il pullman.
-Ad una sola condizione. Che ci riaccompagnate a casa!- rido io.
-Ehi, buona. Accetto la tua condizione solo se stasera andiamo tutti a mangiare al giapponese!- esclama Ruki, sorridendo in tono di sfida. Ehi, io per entrare al giapponese mi farei suora, figurati se non accetto!
-Mmmh..si può fare Taka...a patto che tu...-
-Sentite, o ci sbrighiamo a prendere sto frappè o me ne vado da solo e vi lascio a piedi!- Reita ci rovina il momento.
Ridiamo, poi entriamo nel bar.
________________________________________________Non chiedetemi perchè Mattia, è il primo nome che mi è venuto in mente che non fosse Entrico o Davide, e Andrea sarà il nome del mio secondo figlio u.u
Ma io non ho braccia grosse come angurie! ç___ç
:D